Scheda paese la Serbia

Serbia
L’aliquota del 15% sui redditi societari è tra le più basse d’Europa
bandiera della serbia
La Serbia è oggi uno Stato senza sbocco al mare situato nella parte centrale della penisola balcanica dell’Europa centro sud-orientale. Nel 2006 il Montenegro ha deciso, dopo un referendum a favore dell’indipendenza, di lasciare l’Unione dello Stato. Così la Serbia è stata costretta a proclamare ufficialmente la propria indipendenza il 5 giugno 2006, in quanto Stato successore dell’Unione statale di Serbia e Montenegro.
Il governo della Serbia, in risposta all’annuncio della Commissione per il referendum per l’indipendenza in Montenegro, avvenuto il 31 maggio 2006, ha dichiarato che lo Stato della Serbia è legalmente e politicamente il successore della Confederazione di Serbia e Montenegro e che il Governo e il Parlamento della Serbia avrebbero adottato una nuova Costituzione. .
La struttura dell’Amministrazione finanziaria
L’Amministrazione fiscale costituisce una branca dell’Amministrazione finanziaria che fa riferimento al ministero delle Finanze nel suo complesso. All’ Amministrazione fiscale è affidata la valutazione, il controllo e la riscossione delle entrate pubbliche, il rilascio e la revoca delle autorizzazioni per svolgere attività nel settore dei giochi d’azzardo. L’Amministrazione fiscale della Serbia comprende oggi 180 unità organizzative dislocate all”intero del territorio nazionale della Repubblica di Serbia. La tassazione delle persone fisiche
Le persone residenti sono soggette all’imposta sui redditi ovunque prodotti mentre quelle non residenti soltanto sui redditi conseguiti in Serbia. Si considerano residenti coloro che risiedono nel territorio dello Stato per almeno 183 giorni consecutivi nell’arco di un periodo di 12 mesi che inizia o termina nell’anno di imposta, senza che tale periodo debba esservi ricompreso. Sono previste aliquote differenti in ragione del tipo di reddito da tassare:•          12% per i residenti titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione;
•          10% per i redditi d’impresa;
•          20% per i proventi derivanti da royalty, dividendi e interessi;
•          15% per i redditi di capitale;
•          15% per i redditi da lavoro autonomo e per i soggetti non residenti.

La tassazione delle persone giuridiche
Sono considerate residenti le società che hanno la sede di direzione effettiva nel territorio della Repubblica, e sono soggette all’imposta per i redditi ovunque prodotti. I non residenti, la cui sede di direzione effettiva è localizzata fuori dallo Stato, sono soggetti all’imposta attraverso le stabili organizzazioni situate nel territorio.
Sono soggetti passivi le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita semplice, le società in nome collettivo e in generale ogni altro ente che produce ricavi dalla vendita di merci o dalla prestazione di servizi. L’aliquota del 15% vigente in Serbia è la più bassa d’Europa. Sono altresì previste agevolazioni fiscali per le imprese di nuova costituzione che assumono nuove forze lavoro.

La base imponibile
Relativamente alla determinazione della base imponibile delle società, sono previste rettifiche volte, tra l’altro, a riprendere la tassazione i maggiori proventi scaturenti dall’applicazione delle regole anti transfer-pricing nonché la quota d’ interessi pagati a parti correlate eccedenti i livelli di mercato. Infatti le disposizioni in tema di transfer pricing prevedono l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi sia il prezzo della transazione sia quello di mercato, nonché di ricompredere l’eventuale differenza nel computo della base imponibile. Le perdite di capitale come le perdite che risultano dalla dichiarazione dei redditi che eccedono la quota compensabile con i proventi dell’esercizio possono essere riportate a nuovo fino al decimo anno successivo. Anche la recente legislazione serba ha introdotto la ˝thin capitalization rule˝ al fine di prevenire l’erosione della base imponibile tramite la deduzione eccessiva di interessi pagati a titolo di finanziamento a parti correlate, in luogo della capitalizzazione della società. Tuttavia la parte non deducibile in quanto limitata per effetto di tale regola è riportabile quale spesa deducibile nell’esercizio successivo.

I contributi sociali
I lavoratori autonomi, i datori di lavoro e i lavoratori dipendenti sono soggetti al pagamento dei contributi sociali, a titolo di assicurazione d’invalidità, assicurazione sanitaria e contributo di disoccupazione.

Le agevolazioni
Il sistema fiscale serbo, al fine di favorire le regioni svantaggiate del Paese, incrementare l’occupazione e attrarre investimenti, ha previsto una serie d’agevolazioni consistenti in: riporto delle perdite; ammortamenti accelerati; esenzioni per assunzione di disabili e per gli enti no-profit; crediti d’imposta per i redditi prodotti da una branch localizzata in una regione svantaggiata della Serbia, per investimenti in immobilizzazioni, per investimenti in piccole imprese, per impiego di lavoratori a tempo indeterminato; esenzioni decennali dal pagamento delle imposte (c.d. tax holiday) per chi investe in immobilizzazioni della sua impresa per più di 600 milioni di dinari e impiega almeno 100 lavoratori dipendenti, ovvero in esenzione quinquennali dal pagamento delle imposte se sussistono determinate altre condizioni quali operare in una zona di particolare interesse della Repubblica e investire più di 6 mila dinari in immobilizzazioni.

L’imposta sul valore aggiunto
Introdotta con effetto dal 1° gennaio 2005, ha sostituito l’imposta sulle vendite ed è divenuta una delle imposte più importanti dello Stato. Sono previste due aliquote: una ordinaria al 20% e una ridotta all’8%. Esistono inoltre due tipi di esenzioni di imposta: con diritto al credito e senza diritto al credito. Operazioni del primo tipo (corrispondenti alle operazioni non imponibili) sono, per esempio, le esportazioni di beni e gli trasporti aerei e fluviali. Operazioni del secondo tipo (corrispondenti alle operazioni esenti) sono, invece, ad esempio, i servizi bancari, assicurativi, sanitari e didattici.

Altre tasse e imposte

L’imposta sulle transazioni finanziarie
Grava su tutte le transazioni fatte mediante accredito, indennizzo, cessione di credito, con un tasso variabile da 0,4 per cento allo 0,22 per cento a seconda dell’ammontare tassabile. L’imposta non si applica sul pagamento di imposte, contributi, salari, sul trasferimento di azioni e sull’acquisto di divise estere tra banche. La base imponibile è costituita dall’importo dedotto in contratto, o su qualsiasi altro strumento dal quale possa evincersi l’ammontare della transazione.

L’imposta sulla proprietà
La normativa dell’imposta sulla proprietà disciplina anche l’imposta sulle successioni e donazioni e l’imposta sul trasferimento di proprietà. E’ applicabile, tra gli altri, ai seguenti diritti relativi a beni immobili: diritto di proprietà, diritto di ritrarre redditi dalla proprietà, diritto di usare e occupare la proprietà, diritto di usare la proprietà per un tempo determinato. Per quanto riguarda le proprietà immobiliari, se detenute da persone giuridiche l’imposta si applica nella misura variabile dallo 0,4 sul valore di libro del bene alla data del 31 dicembre dell’anno precedente; se detenute da una persona fisica l’imposta è dovuta secondo aliquote progressive. Per quanto riguarda le azioni, se detenute da persone giuridiche l’imposta si applica nella misura dello 0,25 per cento sul valore di libro alla data del 31 dicembre dell’anno precedente; se detenute da una persona fisica l’imposta è dovuta sulla base dei dati comunicati dalla persona giuridica dalla medesima partecipata. La base imponibile dell’imposta sul trasferimento della proprietà è costituita dal prezzo convenuto ma l’Amministrazione finanziaria può applicarla sul prezzo di mercato se ritenuto superiore. Per il trasferimento di proprietà immobiliari si applica l’aliquota del 5 per cento mentre per il trasferimento di azioni si applica una riduzione dello 0,3 per cento. L’imposta sulla proprietà è accertata sulla base della dichiarazione da presentare il 31 marzo mentre l’imposta sul trasferimento della proprietà è dovuta entro 10 giorni dal negozio e deve essere versata entro 15 giorni dalla liquidazione da parte dell’Ufficio.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamenti
Il 31 dicembre di ogni anno, l’Ufficio delle imposte competente emette un annuncio con il quale invita i cittadini a presentare la dichiarazione dei redditi. Le persone fisiche diverse da quelle che subiscono la ritenuta alla fonte sono tenute a presentare la dichiarazione entro il 15 marzo. I contribuenti che ritraggono redditi dal capital gain o da altra fonte, non soggetti a ritenuta, sono tenuti a presentare la dichiarazione entro 15 giorni dall’inizio del conseguimento del reddito. L’imposta è dovuta entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione.
Ai fini societari, le società devono presentare la dichiarazione dei redditi entro 8 giorni dalla data di presentazione dei conti annuali, corrispondente al 28 febbraio. Una società neo costituita deve presentare la dichiarazione entro 15 giorni dalla data della registrazione con una situazione economica previsionale delle spese e dei profitti. Il pagamento delle imposte avviene mensilmente, in acconto, salvo conguaglio. L’anno fiscale corrisponde all’anno civile e le società residenti possono scegliere tra regime di gruppo o consolidato. Le aziende sono considerate un gruppo quando una società (società madre) detiene almeno il 75% delle azioni o quote di un’altra società. Una volta avviato, il consolidato fiscale deve essere applicato per 5 anni.
La soglia di registrazione ai fini Iva è un fatturato annuo di otto milioni di RSD (dinari serbi). I contribuenti Iva sono tenuti a presentare le dichiarazioni dei redditi entro 10 giorni  dalla fine del periodo d’imposta (mensile o trimestrale, a seconda del fatturato dell’anno precedente) e pagare la differenza tra l’importo indicato nella dichiarazione dei redditi e l’Iva assolta. Praticamente tutti i contribuenti che hanno conseguito nei dodici mesi antecedenti alla data di entrata in vigore un volume d’affari superiore a 2 milioni di dinari sono diventati soggetti passivi d’imposta. Può, tuttavia, registrarsi volontariamente come contribuente ai fini dell’imposta sul valore aggiunto chi ha conseguito un volume d’affari compreso tra 1 e 2 milioni di dinari, mentre sono esenti coloro che conseguono un volume d’affari inferiore al limite obbligatorio nonché coloro che svolgono una attività agricola.

Capitale: Belgrado
Lingua ufficiale: serbo
Moneta: dinaro serbo (RSD)
Forma istituzionale: repubblica semipresidenziale
Principali trattati stipulati con l’Italia
Come chiarito dalla circolare n. 33/E del 18 aprile 2002 dell’Agenzia delle Entrate, in tema di attività di cooperazione amministrativa nel settore delle imposte dirette e di scambio d’informazioni, l’Unione di Serbia e Montenegro rappresentando la preesistente Repubblica socialista federativa di Jugoslavia, in attesa della stipula delle rispettive Convenzioni fiscali, rimane vincolata alla Convenzione italo-iugoslava, ossia la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista federativa della Jugoslavia per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio, firmata a Belgrado il 24 febbraio 1982, ratificata dall’Italia con legge n. 974 del 18 dicembre 1984 ed entrata in vigore il 3 luglio 1975.

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